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MI SVEGLIO PER ANDARE A MANGARE: DISTURBO DEL SONNO O PROBLEMA ALIMENTARE?
Dott. Fabio Camillucci

Con Night Eating Syndrome si indica una serie precisa di sintomi ed uno stato patologico identificabile. La scarsità di conoscenze sull’argomento e la mancata classificazione nei manuali, fa sì che troppo spesso tale sindrome non sia diagnosticata correttamente.
Con questo articolo non pretendiamo di riassumere in modo esaustivo 50 anni di studi e di dibattito scientifico, riteniamo necessario, tuttavia, fare il punto sul grado di conoscenza cui si è arrivati sulla NES.
Speriamo in questo modo di essere utili sia a colleghi professionisti, sia a chi ricerca informazioni su un disagio personale molto spesso non riconosciuto.
Fabio Camillucci
NIGHT EATING SYNDROME
La Sindrome da Alimentazione Notturna o Night Eating Sindrome (NES) è stata descritta per la prima volta nel 1955 (Stunkard et al., 1955), tuttavia, non è ancora chiaro se debba essere considerata un disturbo a sé stante, una variante del Binge Eating Disorder (BED) o della depressione (Malagoli Togliatti et al., 2007).
Le persone con NES mangiano poco a colazione e a pranzo, fanno una cena normale o abbondante, ma tendono a mangiare più della metà delle calorie giornaliere dopo cena e durante la notte. L’alimentazione notturna è costituita prevalentemente da carboidrati. Ciò sarebbe collegabile ad un tentativo di migliorare il sonno e l’umore tramite l’aumento della serotonina (Birketvedt, 1999).
Le persone con NES, inoltre, hanno difficoltà ad addormentarsi, per riuscirci mangiano del cibo, hanno uno o più risvegli durante la notte (in genere il primo è dopo 1 o 2 ore dall’addormentamento) durante i quali si alzano e consumano cibo.
La maggior parte di loro si sente in colpa per quello che ha mangiato la sera e la notte precedente (Rand et al., 1997). I sensi di colpa spesso si associano a sentimenti di ansia, rabbia, vergogna per la scarsa capacità di autocontrollo e ad uno scarso senso di autoefficacia (Dalle Grave, 2004).
Gluck et al. (2001) hanno riscontrato nei pazienti obesi con NES livelli significativamente più alti di depressione e più bassi di autostima, rispetto agli obesi senza diagnosi.
INCIDENZA
La NES ha un’incidenza di circa l’1,5% nella popolazione generale (Rand et al., ibidem), l’8% della popolazione obesa e il 27 % della popolazione severamente obesa (Stunkard et al., 1996).
L’associazione della sindrome con l’obesità è clinicamente significativa, la frequenza cresce all’aumentare del peso della popolazione campionata. Inoltre, circa la metà delle persone con NAS riportavano un peso nella norma prima dell’inizio della sindrome (O’Reardon, 2005).
CRITERI
Birketvedt propone 5 criteri per l’identificazione della NES, sulla base di uno studio che ha comparato osservazioni comportamentali e parametri neuroendocrini (Birketvedt et al., 1999).
A. Anoressia mattutina, anche se il soggetto consuma la prima colazione
B. Iperfagia serale; in cui è consumato il 50% o più dell’introito calorico giornaliero dopo l’ultimo pasto serale.
C. Insonnia caratterizzata da almeno un risveglio per notte con consumo di snack durante i risvegli
D. Ripetizione dei criteri sopraindicati per più di tre mesi
E. Il soggetto non soddisfa i criteri per la bulimia nervosa o il disturbo da alimentazione incontrollata
Altri autori (Dalle Grave, ibidem) propongo come ulteriore criterio
• Presenza di depressione o stress
DIAGNOSI DIFFERENZIALE
La Diagnosi differenziale va posta con la Bulimia Nervosa, e con il Disturbo di Alimentazione Incontrollata per i seguenti criteri:
• Mancanza di condotte compensatorie
• Introduzione di cibo prevalentemente di notte
• L’introduzione di cibo durante un risveglio è minore rispetto ad un’abbuffata
• Minore preoccupazione per il peso e la forma corporea
La NES differisce inoltre dal Noctnurnal Sleep-Related Eating Disorder (NES-RED) perché i pazienti con NES sono pienamente coscienti durante gli spuntini notturni, mentre nella NES-RED l’alimentazione avviene in uno stato di sonnambulismo e al mattino la persona non ricorda cosa ha mangiato.
TERAPIA
Il trattamento farmacologico ha avuto risultati apprezzabili con l’utilizzo della sertralina, una molecola che agisce sul sistema serotoninergico, tuttavia la messa a punto dei protocolli di cura è ancora in fase di studio.
Sebbene la letteratura in merito sia scarsa, l’approccio psicoterapico che si è dimostrato più efficace sembra essere quello cognitivo-comportamentale (Dalle Grave, ibidem).
Recentemente è stato messo a punto un questionario per valutare la gravità della NES: il Night Eating Questionnaire (NEQ) (Allison et al., 2008). Il test indaga 4 aree principali: alimentazione, sonno, tono dell’umore e stress.
BIBLIOGRAFIA
ALLISON KC, LUNDGREN JD, O’REARDON JP, MARTINO NS, WADDEN TA, CROSBY RD, ENGEL SG, STUNKARD AJ, The Night Eating Questionnaire (NEQ): psychometric properties of a measure of severity of the Night Eating Syndrome, Eating Behaviours, 2008 Jan; 9 (1): 62 – 72. BIRKETVEDT GA, FLORHOLMEN J, SUNDSFJORD J, BJARNE O, DINGES D, BILKER W, STNKARD AJ, Behavioral and neuroendocrine characteristics of the night-eating syndrome. DALLE GRAVE R, Perdere e mantenere il peso. Un nuovo programma cognitivo comportamentale, Verona, Positive Press 2004.
GLUCK M E, GELIEBTER A, SATOV T, Night eating syndrome is associated with depression, low self-esteem, reduced daytime hunger, and less weight loss in obese outpatients, Obesity Research, 2001;Apr 9 (4): 264 – 7. Journal of American Medical Association. 1999 Aug 18;282(7):657-63.
MALAGOLI TOGLIATTI M, MICCI A, DI BENEDETTO R, Analisi dello stato attuale della Night Eating Sindrome, Giornale di Psicologia, 2007; Jan 1 (1): 28 – 33.
O’REARDON JP, PESHEK A, ALLISON KC, Night eating syndrome : diagnosis, epidemiology and management, Clinical Nurse Specialist Drugs, 2005;19 (12): 997 – 1008.
RAND CS, MACGREGOR AM, STUNKARD AJ, The Night Eating Syndrome in the general population and among postoperative surgery patients, International Journal of eating disorders, 1997 Jul; 22 (1): 65 – 9.
STUNKARD A, BERKOWITZ R, WADDEN T, TANRIKUT C, REISS E, YOUNG L. Binge eating disorder and the night-eating syndrome. International Journal of Obesity and Related Metabolic Disorders 1996;20:1-6.
STUNKARD AJ, GRACE WJ, WOLFF HG, The night-eating syndrome; a pattern of food intake among certain obese patients, American Juournal of Medicine, 1955 Jul; 19(1): 78 – 86.

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