Con parere reso nella seduta del 12 aprile 2011 il Consiglio Superiore di Sanità del Ministero della Salute ha dichiarato che il medico-chirurgo può prescrivere diete a soggetti sani e a soggetti malati, mentre il biologo può elaborare e determinare diete nei confronti di soggetti sani, sia di soggetti cui sia diagnosticata una patologia, solo previo accertamento delle condizioni fisiopatologiche effettuate dal medico-chirurgo. Il biologo può autonomamente elaborare profili nutrizionali al fine di proporre alla persona che ne fa richiesta un miglioramento del proprio “benessere”, quale orientamento nutrizionale finalizzato al miglioramento dello stato di salute. In tale ambito può suggerire o consigliare integratori alimentari, stabilendone o indicandone anche le modalità di assunzione. Il dietista, profilo professionale dell’area tecnico-sanitaria, individuato dal d.m. 14 settembre 1994, n. 744, ex art. 6, comma 3 del d. lgs. 502/92 “svolge la sua attività professionale in strutture pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero professionale”, e, in particolare, in collaborazione con il medico ai fini della formulazione delle diete su prescrizione medica. Il Consiglio Superiore di Sanità conclude ritenendo “preferibile che il biologo, per esercitare l’attività di nutrizionista in ambito privato, abbia conseguito il diploma di specializzazione universitaria in Scienza dell’Alimentazione”.

Con precedente parere del 15 dicembre 2009, il Consiglio Superiore di Sanità aveva affermato che: “- la qualificazione di dietologo clinico riguarda il laureato in Medicina e Chirurgia in quanto può dare consigli dietetici quale primo approccio terapeutico di molte patologie (dislipidemie, diabete mellito, ipertensione arteriosa) mediante la correzione delle abitudini alimentari; – solo il nutrizionista medico, abilitato a prescrivere diete, farmaci e accertamenti diagnostici, è anche impegnato nella valutazione clinica e nel trattamento della malnutrizione per eccesso (obesità, diabete mellito, dislipidemia, …) o per difetto (carenziali di energia e/o nutrienti)”.

Il Tribunale Ordinario di Roma, Sezione I civile, Giudice Dott.ssa Salvio, con sentenza n. 3527/2011, depositata in data 18 febbraio 2011, ha stabilito che sulla base della normativa vigente “… la prescrizione per sottoporsi ad una dieta è un atto di competenza del medico, che presuppone la visita medica, un’attività di anamnesi, di analisi delle condizioni cliniche e patologiche del soggetto, di diagnosi e valutazione medica di cura con indicazione della dieta, mentre ciò che rientra nella descrizione della dieta, cioè la predisposizione materiale degli alimenti e delle porzioni è anche di competenza del biologo nutrizionista”.